R.Matteo's profile...Al Crepuscolo Degli I...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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February 26 Adesso lo saiMa entrando là, io sono stato assuefatto...
Tu sei. Non un'altra. Immaginerai forse la situazione: mai riuscirei a dirtelo visto quanto sono coinvolto, è difficile e ti assicuro non esiste altro: ciò che voglio.
Pur volendo, se si potesse tu non rimpiangeresti, quando lo colmi quel vuoto -se imaginassi fosse impossibile da arginare- ma non saresti del tutto imperdonabile, perchè magari riusciresti laddove altri non riescono: so che sei a un passo dal vederlo, ad un passo dal capirlo
Ed ecco, anche trattenendo tutto, se fosse stato possibile... Tu lo leggi adesso, non lo sai ma sono certo: se capissi non sarà stato invano, beh forse non otterrei niente, ma perlomeno avrei parlato, e rusciresti a sapere cosa ho dentro, nè ora nè mai lo saprà anima viva, saremmo insieme a saperlo e a capire cosa nascondo quì con queste parole, così potrei anche ripeterlo all'infinito... February 17 La mia bellissima vitaA mio padre, quello che adora mia sorella, pieno di sè, delle sue virtù, della sua divisa, della sua piccola autorità;
a mia sorella, la cui vita è un continuamente basata sulla vanità e sull'ipocrisia;
a mia madre, una particella neutra, di massa, in questo atomo marcio che è la mia famiglia;
a poker, il mio pappagallo, che quando arriva la sera mi vola sulla spalla e mi spacca regolarmente l'orecchio con il becco;
ai mei studi, che mi hanno frustrato, isolato, e reso uno quasi uno zimbello;
al nautico, scuola del cazzo basata sull'unica legge dell'idiozia;
ai moralisti, gentaglia dalla vita misera e dalla retorica spaccapalle;
all'Italia intera;
alle persone più sfortunate di me, che basta vederle perchè debbano farmi ricordare quanto cazzo devo essere fortunato ogni giorno, ma porcaputtana di eva mica hanno idea di che significa essere in grado di poter fare qualunque cosa ed esserne comunque limitati costantemente dallo schifo di mondo attorno e non da sè stessi, loro sono più sfortunati, ma mutilati lo siamo entrambi: a che serve dire quello è più sfortunato di me perchè non ha le gambe quando mi viene imposto di non poterle adoperare, quando ho delle capacità -e il tempo passa, passa, passa, fino a che un giorno non avrò più voglia di far niente- però, pur essendo alla pari, loro devono ricordarmi quanto sono fortunato;
a tutte le ragazze con cui sono stato insieme, che insieme formano un blocco unico, una colonna nella quale riponevo le mie speranze e si è schiantata al suolo andando in mille pezzi;
a chiunque abbia contribuito a fare di me ciò che sono adesso;
soprattutto e principalmente a me stesso, perchè non sono nella situazione -più che altro economica- di far qualcosa per cambiare tutto questo e andarmene da quì
VAFFANCULO! February 09 Pensiero politico -se così si può chiamare...Ogni giorno, sempre, si può accendere il telegiornale e sentir parlare di un argomento noto, molto noto, troppo noto, chiamato politica.
Ogni anima che sia sana, che abbia vigore, che non sia incastrata nelle trappole di parole di giornalisti, telegiornali, stampa, è un'anima libera da quello che può esser chiamato partigianismo. Questa atroce macchina divora senza pietà la concetrazione del singolo individuo, intrappolando il pensiero di ognuno in una ragnatela incredibilmente sottile, nella quale ogni singolo movimento può scheggiare, tagliare, mutilare la libertà di pensiero. Il pensiero politico, dal momento in cui nasce, è sempre prigionero di sè stesso. Esso è soggetto a norme, a debolezze che non si riscontrano in altri pensieri -eccetto nei deboli pensieri ovviamente, ma quelli per l'appunto sono deboli- ed è così ampiamente stratificato da non consentire di vedere cosa sia in realtà.
Il pensiero politico deve avere sempre un luogo, avere come obiettivo la tutela pubblica o privata, e non si schioda da due fondamentali direzioni: sinistra - destra. Quest'ultima sembra più una marcia militare che un pensiero. E si da il caso che da queste due posizioni parte per poi raggiungere il meraviglioso mondo dell'ideale, quel quantum di frustrazioni dalle quali si ricava l'antimateria della vita.
Il pensiero, quello vero, quello della posizione privilegiata, dell'elitario, che non sono quelle poche e stupide masse informi che dicono "noi siamo la sweet-life" facendo capire di essere degli ignoranti in materia di dolce vita e di vita -loro sono la dolce vita, altrimenti la vita è tutt'altro che dolce- quando invece basta guardare il Gran Sasso per capire quanta miseria si può trovare all'interno delle persone, perchè la vita è fantastica, ma il gregge, il vulgus poi è la rovina di tutto. La politica è una creazione umana che ha un errore all'interno del proprio statuto. Essa si fonda sul modo migliore di vivere e gestire delle persone. Ma queste persone che decidono ne gestiscono altre i cui comportamenti ed atteggiamenti sono decisi. Ed allora nasce il potere. La legge. E di quì anche la sottomissione. Quel chiacchierio informe che ovunque, in Itaia si ascolta quando si esce, quando le persone dicono "ti devi incazzare se i politici sono così" e compagnia bella, sono tutti rimediucci popolari. Andatevene cazzo, cosa minchia vivi a fare per lamentarti?? Cosa diamine è diventata la vita, un vedere continuamente cosa dovrebbe andare quando non vii và?? Quattro anni fa una ragazza mi dava del filo da torcere e la mia situazione quì diventò delle peggiori. Io non sono rimasto a lamentarmi, io non sono rimasto fermo a farmi massacrare, io ho preso e sono andato a riprendermi la vita, a Bologna, con Carlo e Davide -ai quali non sarò mai riconoscente quanto meritano di avermi tolto un così gran peso dalle spalle- che mi hanno fatto da guida. L'anonimato mi dava un piacere immenso, perchè mi dava modo di emergere di nuovo. Una qualsiasi altra anima si sarebbe rinchiusa in casa a sottoporsi al trattamento marjiuana, al chiacchierio insensato ed infantile del bambino che vuole dolci e non sa come fare perchè solo la mamma glieli può dare.
Quella di cui parlo non è fuga, è un ricongiungersi con un clima più adatto a sè stessi, soprattutto a livello meteorologico alla buona maniera di Montesquieu, e andare a ricercare il luogo per cui siamo più adatti, riusciamo a potenziare maggiormente noi stessi. Come farlo in una società del ressentiment come l'Italia, la cui massima opera è parlare alle spalle di quello cattivo?
Be vi sta, essere Italiani è una scelta, ed uno stato senza popolo non ha più potere. Io scelgo, sono io a volere a quali leggi sottostare, voi fate quello che vi pare ma basta essere così dannatamente ammorbanti. Siete malati. Non c'è termine migliore per definirvi. MALATI! Siamo membri dell'unione europea e in questa unione ci sono stati migliori, cosa cazzo rimanete a fare in Italia se poi ve ne dovete lamentare? Cosa cazzo rimanete a fare, per farvi massacrare? Fino a che nessuno se ne andrà -perchè per operare uno stato ha bisogno di tre cose: un'autorità che espleti il potere, un luogo nel quale espletarlo ed un popolo che riceva questo trattamento- l'unica cosa che viene dimostrata è "ci piace rimanere quì a parlare, ad essere inconcludenti, a volere tutto ciò che ci capita" e sì che si meritano tutto quello che non va bene. Per quanto mi riguarda quì è diventato un paese invivibile, ma mi limito a prenderne atto e a preparare le valigie. L'europa del nord è sempre stata il mio sogno. Tra un anno, al massimo due, l'Italia ed l suo popolo di logofilici -perchè ad un certo punto certe persone sembra provino piacere sessuale nel parlare a vuoto vittimizzandosi- me lilascerò alle spalle, e lascerò che tutti voi che parlate a vanvera, tra quelli che lo fanno e che leggeranno il mio intervento, vi scanniate tra di voi per un tozzo di pane quando invece quelli che avete scelto per governarvi vi hanno già preso tutto. E questo sarà uno dei motivi per cui, quando vedrò i fiordi norvegesi, o i laghi finlandesi, o respirerò aria di tranquillità e penserò che la vita è davvero bella, magari con la mia donna a fianco, immaginerò per un momento, come quando si inciampa nella fanghiglia, con un sorriso di scherno voi in un mare di guai che parlate e parlate e parlate e parlate... |
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