R.Matteo's profile...Al Crepuscolo Degli I...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    March 24

    Dilemma psico-esistenziale attorno alla disperazione sottoforma di difetto di possibilità

    Anche stanotte sono tornato da te...
    Che ore erano? Le23 e 30 mi pare; il solito orario.
    E' bellissimo essere lì, avvolto nell'ombra... Non vedevo nemmeno la panchina per quanto fosse buio, eppure ra a pochi metri da me! Già mi manchi, ma domani tornerò, forse anche un pò prima rispetto al solito orario.
    Le piante sospiravano di antichi miti perduti, gli alberi avevano tra i rami ancora le rimanenze di sortilegi appartenenti ad un tempo omai dimenticato, e le tombe comunicavano tra loro attraverso un linguaggio sconosciuto... Il cielo era una calotta di ghiaccio, colma di mistero, e conteneva qualcosa che suggeriva il giudizo universale.
    Ho sorriso caminando, pensando quasi senza alcuna voglia: c'è un'enorme quantità di gente che si veste di nero, urlando ai quattro venti di essere dark, atteggiandosi in modo patetico, dando penosi e ridicoli spettacoli... Essere dark è una realtà al di là della semplice apparenza, non si riduce al semplice pretesto di riconoscimento: quella è una forma vuota. Ci si renderà presto conto di quanto si è stupidi  volersi ostinare di essere ciò che non si diventerà neppure morendo e nascendo due volte se si è persone sensate. Quano una realtà la si vive il contesto comincia a diventare corposo. La forma trabocca di realtà. La realtà e ciò che si ènon sono sempre piacevoli. Questo l'ho riscontrato in uno dei miei amici inaspettatamente più oscuro degli altri. Proprio lui che è così tranquillo, ha davvero un'anima oscura. (Non faccio nomi, ma mi ha dato del grafomane in uno degli interventi passati)... Messo a paragone di tutti gli altri, più o meno dark, lui è quello tra le persone che conosco che più ne reincarna la sostanza. Inoltre è difficile dire cosa sia un dark, o se appartenga ad una razza particolare: bisogna saperlo per esperienza. Una particolarità che tuttavia accomuna o dark è il modo in cui si assaggia la vita rendendone ogni passo importate, sempre più cosciente, sempre più elevato.
    Al termine di questi monologhi interiori sono tornato con i piedi per terra attirato da strani rumori. La notte amplifica le percezioni sensoriali. -Anche questo è un particolare conosciuto da chi è "dark"-! Un animale mi corre davanti. Lo guardo incuriosito, poi torno al cielo. Formulai un pensiero, che ora sottoscrivo sottoforma di domanda.
    E' possibile immaginare un rapporto sessuale assoluto? Voglio dire immaginare il sesso per il sesso? Più precisamente, è possibile realizzare con la fantasia un desiderio inattuabile, come un rapporto carnale assoluto?
    Per quanto stupida possa apparire la domanda, la risposta a voi...
    March 23

    Appena sveglio

    Si tratta di connessioni di reciproca dipendenza. Così saremo indipendenti. Lo sento. Non può essere che così. La volontà? No, non c'entra solo lei. C'è qualcosa nascosto. Carenza strutturale? Discorso già fatto. Le mie fantasie sospirano un nome che terrò segreto fin nella tomba. Solo tu sai che ti sto parlando direttamente. Ora lo sai. Ora hai compreso. Sì, solo così saremo indipendenti. In fondo lo siamo sempre stati: entrambi attirati da un meccanismo magnetico sconosciuto.
     
    Stasera mi trovavo in macchina. Ascoltavo una sinfonia. Poi sono entrato nel mio buon vecchio cimitero. Speravo di vederti pur sapendo di non potere, nel frattempo t'immaginavo sorgere da dietro qalche albero, cercavo di scorgerti in ogni dove. Ti volevo. Così mi son seduto a pensarti... Tempo speso a desiderare di impegnarlo in modo migliore. Ma come si fà ad impegnarlo in modo migliore? Già pensarti è un modo migliore di occupare il tempo! Il mio spirito è in comunione con il tuo... Dunque ti svelo ogni cosa.
    Mi preme un forte desiderio di aprire a mani nude il mio torace, svuotarlo dei miei battiti per affidarli a te. Non ci sono parole questa volta. C'è solo affermazione. Non c'è alcuna spiegazione questa volta. Tutto si spiega da sè. Non c'è amore questa volta. C'è pura potenza divina.
     
    "Sì! Tu..."
     
    Si aggiunge a questo stato d'animo una sorta di volontà mai sentita prima, e forse anche piuttosto difficile da capire. Vedere mescolate le nostre carni, al di là del semplice desiderio. Come se avessi una fisiologica necessità di unirmi con le tue viscere... Eppure è strano! Non lo avevo mai nemmeno presentito che potesse accadere! Come si fà ad avere una tensione che parte dagli elementi? Necessito di un processo talmente perfetto da mirare ad un meccanismo unico, teso a livello elementare come se fosse chimicamente già stato un corpo unico, e per una tragica fatalità spaccato in due parti. Platone lo fà spiegare ad Aristofane fingendo di osservarlo.
    Io te lo racconto dall'interno. E credimi Platone ha speso il suo tempo inutilmente: questo è molto più di un mito.
    Il mio ormai è un flusso incomprensibile. Difficile rimanere lucidi dopo. Più che altro impossibile...
    March 21

    Delirio d'onnipotenza

    Sono malato. Stasera me ne sono reso conto.
    Non so se sia curabile. Mi spinge a star più solo di quanto non lo sia già. E non è che mi spaventi la cosa. Però un pò di compagnia d tanto in tanto farebbe bene.
    Mania di perfezione. Non perfezionismo, attenzione! Mania di perfezione, di grandezza... Com'era in greco? Megàs, o qualcosa del genere... Sì, Megalomania! Ecco qual è il nome della mia malattia. Che sia una malattia poi devo ancora vedere bene.
    Non riesco a rientrare nella normalità. Va contro ogni mio essere, contro ogni mio volere. E questo rende sani gli altri, certo... Ma non riesco a capire da dove arriva la mia volontà di non rassegnarmi! Non riesco a dire "sì, è così che va, e va bene così", non riesco a sentirmi superato, non mi voglio sentire un gradino sotto. Non ce la faccio. Non è primeggiare, non è egocentrismo. Semplicemente detesto anche che ci sia chi mi riesca a superare sia intelettualmente sia fisicamente! E ce ne sono molti meglio di me.
    Stasera ho anche elaborato una teoria materialista per questo (la pubblicherò in seguito).
    L'estetica non dà nulla si dice. E allora perchè è così importante per me? Forse perchè io ne sia carente? Certo ho avuto molte ragazze, ma non posso credere di essere "inferiore a X" qualsiasi sia l'X, Jhonny Depp o Brad Pitt.
    Quando me ne faccio una ragione divento taciturno e oscuro, mi spingo nel mio regno. Quel regno è fatto solo di libri. Libri e indipendenza. Mi trasformo in un bulldozer, devasto ogni cosa mi trovo davanti, penso solo a me stesso. Non so se sia una carenza, una pecca... Però tant'è, per questo ho devastato intere storie, anche durate anni, perchè "c'è qualcuno migliore". Quì subentra un strana autoreclusione, una specie di punizione, un allontanamento forzato da chi mi reputa "inferiore a X". Non è per gelosia, -non sia mai!- il fatto è un altro e va ben oltre...
    Non voglio essere il migliore. Voglio essere una leggenda. 
    Tra poco non sarò più in grado di amare. Forse non lo sono mai stato per questo mio problema. Immagino l'amore nei miei luoghi oscuri, e penso che sarebbe bello riuscire ad amare. E così mi perdo nella rabbia, nella frustrazione, nei miei giri di parole, e parto con dei mirabolanti giochi di fantasia, immagini riflesse di ciò che vorrei, di ciò che sento...
    Avvolte, infatti,se solo fosse possibile proiettare le mie emozioni fuori di me immagino che mi si vedrebbe spinto col petto verso l'alto e gambe e braccia tese alla terra, col volto tranquillo e fiero, gli occhi totalmente girati a rovescio, corazzato di stoffa nera a brandelli, un lord dei fulmini e dei tuoni, procedendo fluttuando in aria avvolto da una tormenta sotto un cielo di tenebre, guardando ogni cosa dall'alto e illuminando il paesaggio con sprazzi di saette...
    La cosa più terribile è che disintegro ogni briciola d'amore ci sia nei miei confronti da parte di chiunque. Anche di me stesso. E quì il circolo si chiude, diventando infinito: voglio amore? Anche solo un pò di affetto, ma di quello vero? Devo essere il migliore, assolutamente il migliore, molto probabilmente anche di più...
    March 18

    Silent Spaces... And Me!

    Capita, di tanto in tanto in tanto, di aver bisogno di un proprio spazio reale, oltre che interioreanche tangibile, nel quale ci si calma e ci si rilassa da soli. Questo "locus amoenus" ognuno lo sceglie secondo le proprie affinità e inclinazioni, vagliando ogni altro spazio esistente, procedendo ad una selezione di altri luoghi non rispondenti alla propria personalità, ed attraverso una serie di misure questo posto alla fine vien fuori. Dopo un pò di tempo è possibile che questo posto non risponda globalmente alle proprie esigenze, e conviene ampliare i posti nei quali star soli attraverso una nuova serie di analisi, cercando di colmare la carenza strutturale di un determinato spazio.
    Infatti, per esempio, io ne ho più di uno.
    La notte, quando vado via dai miei amici, in momenti di particolare frustrazione oppure mentre sono insieme a loro e c'è qualcosa che non và in me io vado via, evado dalla folla e dal caos, e da solo mi perdo in fantasie e monologhi interiori impossibili in altri contesti.
     
    Il primo ce l'ho fortunatamente dentro casa: la mia cameretta. Ma quando la casa comincia a riempirsi di gente, allora è impossibile starmene rinchiuso ulteriormente. Inoltre la mia camera certamente non ha il background scenico degli altri due, benchè il paesaggio dalla finestra sia il mio preferito.
     
    Il secondo é proprio dietro casa mia, parte del paesaggio osservabile dalla mia camera: una ferrovia abbandonata. La notte è bello star lì, ma dopo un pò potrebbe stancare perchè c'è troppa luce puntata sopra in svariati punti, e questo impedisace la libertà di muoversi e camminare.
     
    Il terzo invece rappresenta il mio posto per eccellenza. Appena fuori dal centro, oltrepassando una strada che porta al mare, c'è un cimitero di guerra nel quale posso star calmo ed avere quella tranquillità e quel clima propri dei pensieri che prendono il loro corso. Mi piace star lì e buttarmi su una panchina, chiudere gli occhi, e accompagnato solo dal vento e da qualche macchina in lontananza far prendere ai miei pensieri la piega che vogliono. Ad esempio pesso mi capita di ripensare al passato, ad avvenimenti ormai irripetibili, ed occasioni che mi sono lasciato sfuggire da piccolo perchè magari troppo inesperto della vita, e di conseguenza ci soffro: lì tutto questo non c'è più: ogni cosa svanisce e lascia il posto ad incomprensibili e strane forme mai viste, proiezioni psichiche che fluttuano nel vuoto e si perdono nelle vie più occulte del cosmo, tra le stelle oppure oltre le rosse coltri di nuvole. Lì, sdraiato su una panchina con gli occhi interamente rivolti al cielo, mi tuffo nel mio universo, lontano dalle noie dei giorni e dalle stupide e futili reiterazioni della praticità quotidiana.... Ora ad esempio da qualche parte della casa comincia ad arrivare una fastidiosissima voce che mi riporta sulla terraferma e ai miei limiti, ma stasera sono sicuro di tornare lì, da solo con me stesso, evitando di far assorbire la mia mente da qualsiasi cosa ci sia di esterno, fuggire lontano da questi miasmi ammorbanti, perchè in fondo quando andrò a letto, prima di addormentarmi, non è ad altri che a me a cui devo rendere conto di me stesso. E mi piace sapermi nel mio posticino -nel mio rifugio, dove la mia anima dimora sovrana- quasi ogni notte...
    March 13

    A te

    E' da tanto che volevo aprirmi con te...
    Non sono mai riuscito a dirtelo, e difficilmente capiresti, ma da quando sei nella mia vita spesso ti sogno. Ti osservo quando siamo insieme: le tue aristocratiche movenze, il modo in cui mi scruti, come sembra che tu osservi ogni cosa più in alto di chiunque o la tua immensa dolcezza quando capita di vederti dormire...
    Mi fai stare bene. L'ho capito qualche tempo fà.
    Accadeva avvolte verso ottobre o novembre dell'anno appena passato... Quel periodo nella mia vita c'era una ragazza che sembrava provare una sorta di piacere nel farmi sentire frustrato, e quando di fronte c'è un muro continuare a sbatterci la testa non è la mossa più intelligente. Allora venivo da te, e tutto tornava alla perfezione: lei scompariva insieme con le sue allucinazioni e contraddizioni idiote perbeniste e, senza nemmeno parlare, solo rimanendo a vicini io e te, tutto riacquistava un senso, tutto tornava immerso nella bellezza e nell'armonia: riuscivo anche a sorridere!
    Sai che non me l'aspettavo? Sì, i miei amici cercavano di aiutarmi scherzando, distraendomi, ma tu... Non so qual è la tua segreta arte alchemica, non so da chi l'hai appresa, ma certamente è una delle cose più fantastiche che conosco!
    Abbiamo spesso contrasti, abbiamo i nostri momenti no, litighiamo spesso ma, anche se non l'hai notato, non riusciamo a star seprati più di tanto: eppure la differenza di età, nonostante sia notevole sembra quasi non esserci! Questa è una cosa davvero strana! Ci capiamo al volo, sappiamo divertirci sempre ed in qualsiasi momento, e non ho mai provato verso qualcuno ciò che provo nei tuoi confronti, soprattutto quando ti ascolto.
    In fondo penso di aver avuto un'illuminazione: ora so cosa vuol dire ADORARE...
    A me hanno tolto le ali, a te hanno tolto il cielo, ma insieme andiamo oltre ogni vetta! Ed adesso comincio a capire perchè ti posi sempre sulla mia spalla...
    Non è molto ma in poco tempo questo è tutto ciò che riesco a dirti, Poker...

    Il vostro non-limite...

    A questo punto sono io che non vado. Sicuramente è così! Non può essere che io sia l'unico superstite di una specie ormai estinta? Troppo difficile, addirittura già sento le vostra risa che a stento si trattengono dal fuoriuscire in un'esplosiva affermazione d'ilarità. Ne ho parlato e riparlato, discusso e ridiscusso con chiunque, anche a rischio di prendermi un bicchiere spaccato sulla fronte -questo fanno i benpensanti se non sei democratico, cioè perfettamente come loro- ma proprio non ci sono arrivato. Anche questo è un mio grandissimo limite. Un altro dei tanti. Però, cazzarola, quelli che sono i miei limiti non vengono spiegati a sufficienza! Voglio dire: io li pongo come limiti del tutto personali ma nessuno è mai riuscito anche solo un pò a capire in cosa consistesse il proprio "non-limite", nessuno ha osato dispiegarsi in qualche modo contro le mie formulazioni, portandomi alla consapevolezza che le mie affermazioni sono errate perchè ecc... ecc... ma ci si è limitati semplicemente ad una superficiale, ma ammirevole, analisi dei fatti. Dopo aver analizzato la questione però ci si è fermati in una sorta di trance emotiva, come se si stesse metabolizzando, ma senza spingersi oltre. Non fraintendetemi: la potenzailità c'è, e si vede! Però non viene attuato nulla: tutto rimane puramente potenziale, possibile... Ma sicuramente la colpa è mia. Dunque come colpevole voglio riscattarmi e capire non più il mio limite, bensì la vostra illimitatezza, in modo da ammirarla, rimanerne abbagliato e soggiogato per rendermi un attimo conto di quanto io riesca ad essere finito se rapportato a voi. Ecco un altro mio grande limite.
    Non capisco cosa cazzo ci sia di bello in una commedia italiana! (Sto parlando di cinema attuale contemporaneo, il cui simbolo è rappresentato da cose come "Vacanze di Natale", ecc...)
    Partiamo con il presupposto che la commedia in quanto genere ha dei presupposti: una forma di disagio, ed una situazione avvolte paradossale dalla quale bisogna cercare di uscire. In genere c'è la necessità d'introdurre all'interno della trama quello che chiamo "bersaglio", ovvero un personaggio che dall'inizio alla fine non gliene và una bene. Questo è un classico, e rappresenta una delle più grandi giustificazioni di riso. Questo bersaglio è utilizzato in quanto tale, preso come un pezzo di carne da sottoporre a quelle che appaiono sottoforma di "allegra tortura"... Quando la commedia è costruita da un genio non possiede il continuo ricorso alla violenza. Ma questo è davvero difficile nel nostro cinema contemporaneo.
    Gli unici da salvare in quanto ispiratori di qualcosa di comprensibile sono: Totò; Fantozzi (quest'ultimo non lo reputo nemmeno un genere comico, tuttavia è giusto citarlo per la sua potente satira).
    Tutto il resto non ha alcun senso. Eppure questi film continuano a vendere.
    Poniamo che uno abbia voglia di rilassarsi. Nulla in contrario. Scrubs, Simpson, Griffin, Futurama: tutte serie piuttosto rilassanti e poco impegnative se le si prende così in modo distaccato. Non c'è ricorso alla violenza se non in rarissimi casi.
    Ora, ipotizzo che in tutto queste serie citate contino almeno un mezzo meigliaio di episodi. A meno che non si è così cretini da volersi fondere il cervello davanti la tv -e a questo punto si capirebbero molte cose- non ha alcun senso voler vedere un film comico italiano. Inoltre la reiterazione di certi argomenti appare talvolta piuttosto nauseante. Uno dei maggiori argomenti su cui si basano tali film lo assimilo ad un aforisma di K. Kraus che cito: "L'ironia sentimentale è un cane che abbaia alla luna e piscia sulle tombe". Niente di più azzeccato.
    Se invece non si ha voglia di rilassarsi di film impegnativi ne si trovano una catasta, a cominciare dai thriller psicologici (sono di parte).
    Ora, se sono riuscito nel mio intento e qualcuno si è imbestialito abbastanza di fronte a questo mio scritto lo supplico: dimmi perchè esiste questa volontà priva di significato verso questo genere di film! Come si viene a costituire un'inclinazione verso quesi miei limiti? Soprattutto: cosa spinge le persone a divorarsi il sistema nervoso centrale dietro questo genere di cose?
    March 10

    Piccolo trip

    La domanda che mi sono fatto ultimamente è: può non esistere qualcosa?
    Omettendo un argomento lo si può distruggere? O meglio, lo si annulla?
    Il fatto è che noi poniamo gli argomenti possibili, quindi noi mettiamo nel mondo proiettandoli nello spazio e nel tempo -con la nostra persona- determinate cose. Ma senza noi queste non le si potrebbero nemmeno porre. Perchè A è A solo in virtù del soggetto, quindi senza il soggetto che riconosce A, non si potrebbe nemmeno dire che A sia possibile. Da questo ne derivano svariate cose, tra cui i problemi.
    Ho sempre visto un problema com un dover passare da un punto A ad un punto B.
    Però non si può sempre arrivare a B perchè se il mio problema è, ad esempio, creare un universo ex nihilo, la cosa è possibile solo a Dio.
    Dunque lo si omette, ed il problema non è che è risolto, meglio!
    Non sussiste affatto...
    Ditemi cosa ne pensate
    March 08

    Auguri...

    Pensavo che dopo Natale avrebbero fatto la festa dei caproni e poi quella dei rincoglioniti, a seguire quella degli affetti dalla sindrome di down e come ciliegina sulla torta la festa sulle donne... Ops, questa esiste! Ma che importa: tutte dicono la stessa cosa!
    Giustificazione per fare casino?
    Giustificazione commerciale?
    Giustificazione per quello che vi pare...
    Tanto è solo un altro modo per non riconoscere la parità, quella vera e integrale però, per cui le "femministe" si battono da anni... Ottenendo addirittura un giorno di riconoscimento! Ma che brave!
    Eccovela la parità, femminucce  e maschietti, ma non vi lamentate se oltre ad essere carne da macello non siete altro, e se nessuno può fare un discorso degno di questo nome con voi, o magari pensa ad un'altra persona che non sia così disgustosa: rallegratevi! Avete un giorno in vostro onore!
    Beh, che dire...
    I miei più sinceri auguri!
    March 06

    Il mio grande limite...

    Ieri sera eravamo in giro io ed altri amici: Nicolas, Carmine e Raffaele. Dopo esserci divertiti come pochi idioti sanno fare siamo entrati in un bar della città piccolo ma ben fatto, ed abbiamo preso posto in un ampio tavolo. Casualmente mi sono seduto proprio di fronte al televisore strategicamente posizionato in un angolo in alto del locale, in modo da poter essere accessibile a chiunque vedersi qualcosa.
    Sulle prime non mi ero accorto di cosa fosse trasmesso: guardavo distrattamente l'orologio, pensando a ciò che avevo studiato durante il giorno; erano le ventitrè e mezza, avevo un pò sonno ma tutto sommato la serata trascorreva in tutta tranquillità... Per sbaglio, in uno di quei momenti di presenza che seguono al divertimento, ho ascoltato dei ragazzi al tavolo appena a destra che erano disgustati, ed uno di loro esclama divertito: "Guarda il cervello!"
    Tutti ci siamo girati verso la tv istintivamente. Tutto attorno venne adombrato dai colori e dalle immagini trasmesse dalla tv. La bocca mi è rimasta spalancata. Si trattava di un cartone animato trasmesso su mtv, i cui protagonisti sembravano dei roditori. Non so quale fosse la storia ma ne guardai una parte, e la racconterò sperando di essere il più obiettivo possibile: un roditore, un castoro se non vado errato, che trascinava allacciata alla caviglia con un lucchetto d'acciaio una specie di palla zavorrata simile a quella adoperata per i carcerati. Mentre il roditore la trascinava stancamente, ogni tanto inquadrava in rilievo la gamba dell'animale la cui cartilagine si consumava ad ogni passo, rendendo man mano più visibile la carne nell'interno fino ad apparire un accenno di ossa. Arrivato davanti ad alcuni binari, l'animale ormai stremato decide di posizionarsi ad un'estremità dei binari mettendo la palla a quella opposta, in modo tale che le ruote del treno avrebbero potuto spaccare la catena e renderlo finalmente libero dalla zavorra che gli lesionava la gamba. Il suo piano andò male, e anzichè spaccare la catena il treno la trascina portandosi dietro automaticamente anche l'animale. Le scene che seguono riguardano la macellazione lenta e logorante della carne dell'animale grazie alla forza trascinante che non lo fà rimanere sulla propria traiettoria iniziale ma lo sbalza ovunque in modo che l'asporto delle parti corporee avvengono in modi diversi: o per attrito con la terra, o perchè parti del volto vengono a contatto con le ruote del treno in moto, o perchè viene sballottato sulle pareti rigide delle carrozze in modo piuttosto brusco, e nel frattempo il punto di vista si alterna tra la scena integrale seguita anche da vicino, ed un bambino divertito che guarda lo spettacolo fuori dal finestrino, ride e batte le mani.
    A questo punto mi sono alzato e mi sono messo di spalle al televisore, di fronte a Raffaele, col quale mi sono confidato: non riesco a reggere di guardare questo genere di cose, perchè mi immedesimo come per istinto nel malcapitato. Non è stata la prima volta, già da bambino non reggevo Tom&Jerry ed ogniqualvolta vedessi una scena di sofferenza sottoforma comica non me ne capacitavo e scoppiavo in lacrime ed ero contretto ad andarmene. E come per un macabro rituale non riesco a non togliermi la curiosità di guardare la scena trasmessa per rapportarla al livello di risate attorno. Mi fà stare male, maledettamente male, ma quando capita sono teso per istinto a forzarmi a guardare. Una coltellata allo stomaco sarebbe per me più digeribile di uno spettacolo simile. E non diciamoci cazzate circa la finzione di queste scene, perchè se viene data vita a questi personaggi c'è una ragione più profonda riguardo la loro reale funzione. Più volte mi son sentito dire che queste cose erano finte, disegni, ma nessuno mai si diverte dicendo "ho dato un calcio al sasso" perchè il sasso non sente dolore mentre i personaggi di questi generi ; ed un'altra cosa che ho notato è il ruolo: tutti, in modo costante, ridono per lo più di un singolo caso di disagio (se si venisse a formare un caso di disagio di massa riguardante più soggetti contemporaneamente la trasmissione in questione sarebbe totalmente differente, magari drammatica; una scena di agio singolare non è da ridere come ad esempio uno grande campione che riesce a vincere una competizione, e nemmeno una scena di agio di massa come una famiglia che è chiusa nella propria felicità). Per ora con questi elementi non posso giungere a conlcusioni piuttosto approfondite oltre che ipotizzarne un fenomeno sociale, ma c'è una domanda che mi gira nella testa che rappresenta il mio più grande e profondo limite: perchè?
    Qual è la motivazione per cui si è spinti a disegnare un tal genere di cose? E perchè c'è questa richiesta da parte del pubblico? Insomma, come mai succede che vedo quelle cose in tv? Questa è la domanda che potrebbe fare un bambino, ma mi aspetto una risposta esaustiva e finita, perchè se c'è richiesta da parte del pubblico di una cosa simile l'intero sistema che sorregge la teoria dell'evoluzione di Darwin è crollato da un pezzo...
    Se siete daccordo perchè anche a voi viene lo stesso istinto e lo stesso dubbio, o se siete in disaccordo e pertanto disponete di una spiegazione che risolva il mio limite di comprensione, vi prego scrivete perchè ho bisogno di risposte...
    Grazie
    March 05

    Attenzione...

    Inutile prenderci in giro, andiamo! C'è una scala gerarchica in natura. Questa scala va rispettata. Volente o nolente, la si rispetta anche incoscientemente...
    Viene rispetta quando non si sa cosa rispondere ad un argomento forte; viene rispettata quando una mente brillante per quanto possa mentire, sà come coinvolgere o come distaccare chiunque; viene rispettata quando si vede davanti qualcuno che solo a sentirlo parlare non ci si riesce ad andar dietro senza cader nella mediocrità... Non si riesce ad avere idea di quanti, al giorno d'oggi, piccoli, deboli, finiti per natura, riescano ad avere paradossalmente il sopravvento sui forti: in fondo conta la setta che ha più teste... Quanti sono gli stupidi? Un numero così alto che è possibile esprimere con un otto rovesciato, semplicemente detto: l'intelligenza media della Terra è costante, la popolazione in aumento. Come poter dare ascolto alla setta con minore personale? Il consenso di tanti stupidi è dominante! Però, vengono i brividi quando questi stupidi vengono ribaltati...
    Un esempio classico: le puttane moraliste. Ragazze che non fanno altro che venerare il sesso, poi si ritrovano a predicare il modo in cui bisogna comportarsi in società, magari riprendendo gesti che loro non avrebbero mai, mai, mai fatto! Eh, finchè nessuno le vede! Questa non è più guerra aperta, sarebbe troppo ignobile per me mescolarsi con tali malaticcie senza guardarle dall'alto compassionevolmente per poi voltargli le spalle con un'espressione di pena disegnata in volto. Oltretutto si rischiano gravi contagi se non ci si sta attenti: solo stringendo le loro mani, codeste donnine potrebbero trasmettere sifilide, gonorrea, epatite, A.I.D.S. e chi più ne ha più ne metta. Come cita un gran testo cho fraintendo di proposito:"Vorrei denigrare le prostitute, disinfettare i posti dove sono sedute: questioni di cute su cui non si discute"... Per quanto possa essere disgustoso da ammettere, queste personcine per bene sono ben mescolate nel nostro ambiente, e per me stesso già ho in mente di tenermi a debita distanza da qualsiasi ragazzina ben integrata, di qualsiasi età.
    Questi soggetti compiono un continuo meccanismo di proiezione: attribuiscono altrove fatti che in genere sono loro a commettere, e traggono inconsapevolmente conclusioni sui loro comportamenti rovesciandoli su altri. Non preoccupatevi quindi se dovessero darvi nomignoli quali "pagliacci" oppure "burattini", ecc... perchè in fondo non stanno facendo altro che analizzare sè stessi e la risultante delle loro azioni. Tuttavia sono estremamente arrendevoli quando si trovano di fronte un soggetto più forte, e questo li rende comunque molto irritanti perchè si rinchiudono comunque nella loro nicchia di idiozie e banalità, e come tali rivestono sempre e comunque il ruolo della persona con la quale o senza la quale il mondo sarebbe andato avanti ugualmente, magari anche meglio. Se hanno influenza è solo perchè, il più delle volte, appaiono sottoforma di bei pezzi di carne. Eh, va da sè che quando si deve andare a letto con una persona non è che si vede quanto sia intelligente o meno, anzi... Quindi si deve protegger sè stessi per non beccare qualche malattia, sfruttare la situazione a proprio vantaggio e, siccome non è che servano a molto altro questi soggetti, possono ben essere definiti come un puro uso edonistico di carne, banchè questo si presti troppo facilmente ad una strana sorta di masturbazione...
    Istruzioni per l'uso.
    Non voglio essere accusato di partigianismo, adopererò il femminile solo perchè più vicino alla mia esperienza personale, ma non escludo il sesso maschile da questa categoria.
    1)Mai affezionarsi a loro
    2)Mai credere che siano davvero innamorati
    3)Se vogliono darvi qualcosa, ciò che verrà da loro sarà esclusivamente dispiacere e delusione
    4)Egoismo erotico: non attribuite loro più della funzione onanistica
    5)Esclusivismo onanistico: non pensiate siano capaci di altro al di là della funzione edonistica.
    Effetti collaterali: potrebbe accadere che tale persona vi manchi una volta che si sottrae al proprio "amore eterno e grandissimo" nei vostri confronti, ma a quel punto capirete che davvero erano tutte cazzate, quindi vi frustrerà la speranza di una persona migliore. Le persone migliori esistono, non dovete permettere di distruggere i vostri sogni a questi soggetti. Di conseguenza, la quantità di delusione potrebbe essere dannosa, ma bisogna concentrarla nei propri progetti e formulando obiettivi che puntino più in alto... Quanto segue sono ragguagli circa la loro personalità, e non più il lato sul quale difenderci.
    Volete portarle a letto? Non vi perdete niente... Comunque potrebbe essere un'esperienza piacevole, se fatta nei limiti dell'esperienza sensibile e non emotiva.
    Ricordate che potete contare solo su voi stessi. Loro non possono essere paragonabili ad altro che una lametta usa e getta e non bisogna nutrire false speranze nei loro riguardi.
    Almeno ci sapessero fare a letto: nemmeno quello! Tuttavia, ho sperimentato che hanno un'ottima funzione per quanto riguarda l'onanismo: provate a pensare alla ragazza dei vostri sogni, a quella alla quale direste dal cuore "ti amo" senza dover avere un'espressione di disgusto o provare ribrezzo appena terminato l'amplesso -perchè in fin dei conti si riconoscono a pelle, e la pelle le rigetta le razze inferiori-, e provate a pensare a questa ragazza che sognate fin da bambini mentre vi state sbattendo una di quelle brave e buone donnicciole: sul punto dell'orgasmo, però, regolarsi: svariate volte stavo per dire nomi che non corrispondevano con quello reale, ma quello della ragazza che immaginavo(io ad esempio stavo per urlare nomi come: Melissa, Alessandra, Valeria, Michelle, Simona...) senza però cedere a quest'impulso irresistibile.
    Questo se si vuole adoperare la persona per i propri scopi personali, visto e considerato che si prestano ad andare con chiunque. -Fortunatamente posso vantare di non esser così idiota da aver beccato una qualche malattia, anzi questo genere di cose mi ha reso sempre più forte!-... Non provate ad amarle, non capirebbero, non hanno la più pallida idea di cosa sia l'amore, ma ben sanno come si possono sfruttare a proprio vantaggio le situazioni con l'opportunismo.
    Dunque, noi adoperandole come semplice forma di masturbazione, non facciamo altro che fare il loro stesso gioco: e che gioco...
    L'unica cosa sulla quale c'è da aspettare è quando una di quelle persone entra e colpisce nella sfera personale: lì ci si siede sulla riva del fiume, e non appena è possibile si guarderà, compiaciuti, passare trascinato dalla corrente il cadavere di chi ci colpisce... La vita è una ruota, e la ruota gira. Totò in un film rincorre un uomo, poi, se non erro, si ferma in Piazza del Duomo, sfinito, e dice tra sè: "tanto deve ripassare quà". Ripassa, sempre... E lì ci si vendica nel peggiore dei modi: senza odio, solo per il gusto della cattiveria -così si ripagano certi gesti- e del fare del male. (Mi sembra superfluo, ma giusto sottolineare che non bisogna mai passare alle mani, in nessun caso: se vien fatto nei vostri confronti voi prendetele: anche quello ripassa sotto giurisdizione).
    Una raccomandazione: non affezionarsi mai a questo genere di persone. L'unico pensiero che si deve avere è:"Come se fossi nato adesso: anni ho vissuto senza queste cazzate. Ne posso vivere altrettanti molto meglio..." Perchè chi fà parte dell'elite nobiliare che trova in sè stessa ciò che il mondo toglie od offre, allora ci si troverà qualche gradino più in sù nella scala evolutiva, quel tanto che basta per abbandonare il branco ed esser autosufficiente -e magari sfruttando la massa a proprio piacere- ed esser davvero liberi, al di là di ogni formula già esistente... Si è realmente, e in quanto tali si è potenti! Resta da aspettare che la ruota giri...
    Tranquillamente...