R.Matteo's profile...Al Crepuscolo Degli I...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    April 11

    Ultimo round; scritto di getto

    Una luce in lontananza. Ieri notte l'ho vista. Era forse un centinaio di metri più in alto rispetto alla mia posizione, molti chilometri lontano, ed una voragine di strade e campagne mi separava nettamente dal posto che osservavo. A sinistra la città splendeva delle sue luci, a destra le campagne limitrofe si proteggevano dietro alberi spogli e dalle forme più inquietanti, e tra i due paesaggi non si vedeva altro che quella luce isolata completamente da tutto il resto: quasi si confondeva tra le stelle, congiungendosi esse ed il cielo notturno.
    Una gigante rossa? No, non poteva essere, ci avevo pensato... Sì, la possibilità che fosse una stella morente non la escludevo, ma quella luce calda e al contempo dispersa nel cosmo era fin troppo simile a quelle della città -nonostante fossero più sterili e più appariscenti- e poi mi sembrava di averla già vista in passato, dalla finestra della mia camera. Sì, ne ero sicuro, non poteva essere altrimenti.
    Intorno a me c'era solo oscurità. La mia macchina era qualche metro più indietro, ed io mi addentravo all'interno della campagna in cerca di solitudine e riflessione. Camminavo e insieme ai miei passi avanzava una sensazione di mistero e irripetibilità, come se quel momento avesse del magico, ma la motivazione di quella magia fosse inaccessibile, nascosta da qualche parte dietro gli alberi che mi comparivano innanzi ed ulteriormente irraggiungibile per il freddo che mi penetrava fin nelle ossa. La giacca non seviva a nulla. Quello era un freddo particolare, che solo pochi conoscono. Alitavo sulle mani nella vana speranza di riscaldarle e respiravo più a fondo possibile l'aria gelida che sembrava scendere dalle stelle verso terra. Un rumore improvviso immobilizzò tutti i miei muscoli. Una bestia. Era dietro di me. Se mi fossi voltato, se avessi fatto qualche movimento brusco, mi sarebbe saltata al collo, mi avrebbe trascinato in una lotta persa a priori. Occhi sbarrati. Una trentina di secondi interminabili. Quasi sentivo l'alito di carogna morta appesantito dall'ultimo pasto uscirle dalle fauci in una sbuffata spettrale evanescente persa nell'oblio della notte, la bava che scorreva attraverso quei denti digrignati nell'intima consapevolezza di avere di che pasteggiare ancora per molto, ormai avendo di mira la prossima preda. Correre? Decisamente una pessima idea. Massì, tantovaleva affrontarlo. Non ne sarei uscito vivo comunque, ma perlomeno avrei combattuto per ottenere la mia sopravvivenza. Voltatomi, non trovai nulla.
    La tensione, accumulata fino a quel momento, si sfociò dapprima in ironia, in un sorriso di autoderisione, ma poco dopo si volse in delusione. Neppure quella bestia viveva. Eppure me l'ero sentita, c'era, aveva camminato, aveva vissuto, mi aveva minacciato e stava per uccidermi. No, non era mai esistita quella bestia, così come non era mai esistita ogni cosa che mi avesse procurato grandi emozioni! Strano, proprio da quella belva avevo compreso che c'era ancora qualcosa da perdere, che non mi dovevo lasciar andare e che avevo fame e voglia di lottare, che in fondo ho qualcosa per cui valga la pena vivere, anche se inizialmente non capivo bene cosa fosse. E così anche per ogni cosa vissuta in passato, per ogni esperienza: tutto mi aveva dato qualcosa da imparare... Eppure erano visioni, come l'amore, la morte, la paura, l'angoscia e milioni di altre inesprimibili sensazioni: ogni cosa mi aveva insegnato qualcosa di cui avevo necessità in un determinato momento, ed ogni cosa la insegnava attraverso me stesso, utilizzando nient'altro che la mia persona per suggestionarmi.
    Continuai a camminare per diversi minuti alienato in questi pensieri, e non facevo più caso nemeno ai miei passi, quando fui nuovamente richiamato alla realtà.
    Il vuoto.
    Stavolta era vicina a me, al mio fianco. Come ci fosse finita lo spiegai solo grazie alla concentrazione nella quale mi ero prioiettato poco prima. Nonostante fosse buio ne distinguevo ogni tratto. L'essere più bello d questo mondo. Sinceramente non riuscirei a descriverla nemmeno a me stesso... Mi colse una sorta di fitta al torace, la fissai attentamente e, nonostante fossi certo di averla già vista, quel volto appariva nuovo e sconosciuto. Insomma, certo era che quella fosse la prima volta che ne sentivo la voce, ma non riuscivo a collocarla in un contesto ben preciso avvenuto in passato. In silenzio mi prese la mano. Il freddo scomparve, sostituito da un disagio quasi imbarazzante. Capitò finalmente di vederla controluce: gli occhi brillavano animati da un qualche spirito ancestrale, lividi ed immensi; la bocca era fine e magnetica, e solo a stento riuscivo a fermarmi dal non assaporarne il segreto nascosto; ogni cosa era sullo sfondo di una carnagione argentea, incorniciato da capelli di un colore impossibile in natura: un arancio spento che sembrava ridare sul rosa scuro in alcune ciocche. Portava una felpa con sopra disegnata una scritta a caratteri cubitali di cui ora non ricordo nulla se non che fosse bianca e lasciava trasparire un fisico esile ma resistente, ed il resto era avvolto nell'ombra. Camminammo senza fiatare per un lungo tragitto, lentamente sentivo che si stringeva al mio braccio ed il calore del suo corpo mi procurava una strana reazione a livello viscerale, come se lo stomaco mi stesse ribollendo. Poi ci fermammo. Perso nei suoi occhi non ne vedevo riflessa altro che la luce della luna, e per quanto possa esser stato breve quel secondo si scandiva in minuscole frazioni di tempo rallentate, messe l'una dietro l'altra paradossalmente in modo troppo veloce: tanto era il mio coinvolgimento da riuscire a dilatarne il tempo ma a non controllarlo del tutto. Le sue labbra si avvicinavano alle mie...
    Terriccio umido.
    Mi svegliai con un mal di testa terribile. Qualcuno doveva avermi dato una botta di quelle davvero forti dietro la nuca. Le chiavi della macchina fortunatamente le tenevo in una curiosa tasca interna dei pantaloni di cui sempre ne avevo messo in dubbio l'utilità e, tuttavia, questa volta era risultata davvero utile. Il sangue mi usciva da dietro la nuca, e sulle prime non mi rendevo ancora conto bene della situazione. Poi controllai: non avevo più 5 euro e qualcosa. Per il resto era tutt'ok: riuscivo a stare in piedi, tranquillamente, e non avevo difficoltà motorie. Giunto alla macchina e, una volta dentro, sbarrate le portiere, mi guardai intorno. Nessuno. Sono rimasto per un'oretta nell'abitacolo, chiedendomi cosa fosse realmente successo, intontito dalla botta e dai pensieri che si accumulavano senza un ordine ben preciso.
    Con voce rotta e impastata, l'unica cosa che mi era venuta da dire: "Cazzo, per cinque euro ne è valsa la pena!"
    Uscito dalla macchina di nuovo, con i pensieri più chiari ed il mal di testa passato, uno sguardo all'orizzonte mi portò una consapevolezza: quella luce che inizialmente vedevo all'orizzonte ora brillava nei miei occhi
    April 04

    Attenzione a non sbagliare di nuovo...

    Premessa:
    Ogni cosa detta a proposito di un determinato sesso ha il proprio equivalente per il sesso opposto.
     
    Chiunque abbia scritto nel precedente intervento un commento pare abbia frainteso ogni cosa. Anzi, che addirittura si debba reiniziare ad insegnare a leggere...
    I non ho mai escluso gli uomini dalle mie condanne, anzi li ho sempre inclusi con il proprio corrispettivo femminile!
    Inoltre, vi prego, spiegatemi: come si può cadere più e più volte in un discorso così nauseante e privo di senso?
    Non esiste alcuna differenza tra uomini e donne: siamo noi a crearle!
    Questa cosa è sconcertante per l'uomo di oggi, ma ancora più macabre mi sembrano le riflessioni compiute circa un mondo dietro il mondo, una giustificazione che misconosca le reali intenzioni della donna o dell'uomo: no c'è alla base niente ad una che l'uomo comune definisce troia: lo fà perchè ci è, non perchè "vuole nascondere" ecc... ecc... Idem per l'uomo, stesso discorso!
    Vi prego, non andiamo cercando verità nascoste, non accechiamoci quando tutto risplende sotto la luce della realtà e degli atti. Questo non è un processo alle intenzioni, anche perchè non avrebbe senso!
    Le intenzioni sono gesti, questa è la verità.
    Ammirevole riuscire ad ascoltare senza un brivido di disgusto chi dal proprio canto dice "quella persona vuole mettersi in mostra perchè così e così, ma in realtà potrebbe essere dolce, buona, romantica..." quando non si coglie nemmeno il senso delle cose che si stanno dicendo, si parla a sproposito: se è dolce e buona e romantica quella persona lo è davvero: che senso ha nasconderlo? Perchè "apparire"? E poi siamo proprio sicuri che si "appare"? L'apparenza ha questo nome per un determinto motivo: è apparenza essa stessa...
    La differenza: l'apparenza non è un'illusione ottica: hanno nomi diversi per un determinato motivo, se non si riescono a comprendere nemmeno parole così elementari e a collocarle nella giusta posizione viene da dubitare circa l'orecchio di chi sta ascoltando -per non parlare la bocca dalla quale usciranno parole del tutto stravolte...
    Andiamo, volete davvero dimostrare come una lepre riesca a caricare come un toro? Volete davvero far credere che un piccione riesca ad andare in picchiata come un'aquila? Volte davvero dimostrare che l'uomo è libero di starsene naturalmente, come un lupo artico, sdraiato sulla neve senza congelare? Vedete che anche gli uomini non sono liberi di scegliere di essere altro che sè stessi? E voi mi dite che c'è un comportamento libero? Si è sempre ciò che realemente si fà, non esistono giustificazioni nè colpe... Si è così e non si può far nulla: per gli spiriti inferiori questa è un'ingiustizia e si danno all'UTILITARISMO adoperano come UTILE per salire i gradini dal proprio stato d'inferiorità il proprio corpo, le conoscenze attorno, non andranno al di fuori dell'ambito sociale e insomma non faranno mai leva su ciò che realmente sono.
    Infatti, uno spirito superiore, di cosa ha bisogno? Siamo proprio sicuri che abbia bisogno di un UTILE o questo stesso gli risulterebbe insopportabile, nemmeno un accessorio ma semplicemente qualcosa di INUTILE? Stiamo parlando di uno spirito alla vetta, che non ha bisogno di quei picchetti solitamente adoperati da chi si trova in basso...
     
    Poi non parliamo del reiterarsi del concetto della donna -un concetto che fà comodo- : si parlano sempre e solamente delle stese identiche cose: la donna è puttana, è un universo a sè stante, è tutto ed il contrario di tutto... In cuor mio spero che qualcuno si sia stancato ed abbia i nervi corrosi dal reiterarsi continuo delle solite e continue idee propinate al volgo, alla plebe, agli inferiori per dare motivo di chiacchiera, anche se vuota: una chiacchiera in fondo non ha mai un senso, è sempre stata vuota! Il problema è che torna utile ad entrambi i sessi... Se torna utile -signori abbiamo il modo per riconoscere questi inferiori : basta che aprano bocca!
    Si cade in antinomie continue: l'uomo è stronzo o la donna puttana? Chi tra i due è il più intelligente? Ecc... Ecc...
    Com si supera l'antinomia? Semplice: sono uguali e diversi, sono le cose entrambe vere ed entrambe false...
    Chi riesce a capire che uomini e donne non sono differenti ma due esseri identici in ogni cosa dotati di differenti corpi è il modello a cui riferirsi per parlare realmente e finirla di chiacchierare a vuoto, ridiventare di nuovo esseri intelligenti e finirla di essere barzellette viventi...