R.Matteo's profile...Al Crepuscolo Degli I...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 12

    Le tre notti

    I seguenti sono degli sms inviati le rispettive notti citate a cinque persone: Chiara mia sorella, Dimitri, Carmine, Giovanni e Sergio. Questi sms sono solo un piccolo paradigma, un microscopico saggio di ciò che ho organizzato durante i miei giri notturni di riflessione e concentrazione al cimitero, negli attimi in cui sentivo dei rumori, per poi tornare alle mie riflessioni. Ovviamente le seguenti storie non sono mai successe altrove che nella mia fantasia, e li ho scritti tutte le sere tranne questa: questa sera sono stato lì solo di sfuggita. Non so quando altro potrò scrivere, dunque vi lascio in balia delle mie psicopatie e paranoie, augurandovi di non arrivare al livello di dover arrivare al cimitero per un duplice motivo: 1) possibilità di calma e concentrazione paseggiando; 2) sentire rumori, farmi paranoie, per fare in modo che il mio cuore finalmente batta per qualcosa, per sentirmi vivere istintivamente visto che ultimamente la fame del mio cervello e gli esami in vista mi hanno anestetizzato completamente gli istinti.
     
     
    9/5/2007
    Il suono era acuto. Io stavo leggendo Platone quì al cimitero e sentivo un lamento. Sono uscito dalla macchina per sentire meglio.
    Silenzio. Poi ho sentito piangere una bambina da dentro il cimitero e sono andato a vedere. Non la trovavo, poi l'ho intravista: era in un angolo in fondo. Sono andato a vedere cosa fosse successo e man mano che mi avvicinavo sentivo canticchiare un motivetto di quelli dell'asilo. La bimba aveva il volto tra le gambe, era seduta e si teneva le ginocchia con le braccia. Le ho chiesto cosa stesse succedendo e non mi ha risposto. Mi sono inginocchiato vicino a lei e le ho rifatto la stessa domanda, poi le ho accarezzato la testa, ed a quel punto ha alzato il viso, pallido di terrore, e mi guardava come se fissasse il vuoto, continuando a canticchiare.
    Solo a quel punto mi sono reso conto che il pianto proveniva da una bambina che era dietro di lei, schiena contro schiena. Ho passato la mano tra i capellid i quest'ultima: di colpo si è alzata ed è scoppiata a ridere, poi di nuovo in lacrime e di nuovo a ridere. La prima intanto era caduta a terra, priva del sostegno che aveva avuto poco prima, e continuava a cantare, immobile...
    Ora sono in macchina con entrambe... Ci andiamo a fare un giretto come tanti amici fanno. Ti va di unirti a noi? Se vuoi possiamo insegnarti una bella canzoncina...
     
     
    10/5/2007
    Quando stasera ero per le scale e stavo scendendo per andare in giro ad un certo punto mi sono setito dei passi ma non c'era nessuno dietro di me. Quando ho aperto la portiera della macchina e sono entrato, avevo appena girato la chiave nel quadro ed ho visto sul sedile a fianco un gatto aperto in due dalle cui viscere proveniva un miagolio. Sotto i piedi ho sentito qualcosa di strano, ed aveva tutta l'aria di una serie di fogli messi su qualcosa di morbido, come se coprissero un corpo.
    Mi sono svegliato cinque minuti fà in aperta campagna, con addosso un cappuccio del KKK ed in tasca un registratore portatile con la tua voce che dice: "Il prossimo sono io"
     
     
    11/5/2007
    Si entra a destra o a sinistra. Ad ognuna delle entrate corrisponde una strada che delimita i confini del cimitero, poi la strada diventa unica per quasi una ventina di metri, dopodichè sfocia di nuovo in due braccia che avvolgono le tombe.Appunto lungo la strada centrale si sentiva un rumore che si ripeteva ogni cinque secondi circa. Ad orecchio ho seguito il suono, fino ad arrivare sotto un albero. Ai miei piedi c'era una pozzanghera nella quale scendevano delle gocce. A quel punto qualcosa è venuto giù dall'albero. Un ragazzino sulla decina d'anni, atterrato perfettamente in piedi.
    "Sigore" mi ha detto "per caso lei vede dov'è il mio pupazzo? A forma di orso dovrebbe essere là sopra: quel pupazzo è molto importante, è un parte di me!"
    Ho cercato di vedere nell'oscurità ma non riuscivo. Poi ho intravisto qualcosa, e mi sono abbssato a livello del bambino.
    "Vedi là? Sembrerebbe qualcosa di simile ad un pupazzo ma è strano..."
    Il bambino, presa la mia mano
    "Sente? Quello è il mio pupazzo" disse, passando le mie dita sul suo viso: aveva una parte dell'orso cucita sul volto, tra la fronte e la guancia.
    Scappare è stato inutile: quel bambino, pur non rendendomene conto era già una parte di me. Ed ache tu lo sarai molto presto...
    May 09

    Uno sguardo idietro

    Chiara, mia sorella, era quì al pc; io ero seduto sul divano a leggere un approfondimento su uno studio che di recente mi ha dato del filo da torcere e mi ha compromesso la scaletta che mi ero ripromesso di rispettare fino a giugno.
    Poi si sente una canzone: mi giro di scatto verso di lei.
    Lei mi guarda, mi chiede: "Ti ricorda qualcosa?"
    Sono rimasto in silenzio: sì che mi ricordava qualcosa, fin dall'inizio mi aveva dato mtoivo per alzare immediatamente la testa dai libri. Davvero era passato tutto quel tempo?
    Mi ha sorriso, poi è tornata con quel sorriso a guardare il pc.
    Io sono rimasto sospeso nel vuoto, la luce attorno si è oscurata per lasciare spazio a qualcosa andato dimenticato.
     
    Ma davvero non c'è più niente di quelle cose? Realmente è tutto finito? E' così dunqe, siamo preda dello spazio e del tempo che ci sbranano minuto per minuto? Davvero non esiste più nulla?
    Dov'è che va a finre il tempo?
     
    "Matteo" si sente dalla finestra della cucina, "Matteo scendi?"
    Mi catapulto per le scale con mia sorella, corro dai miei amici, loro sono tutti quì sotto che mi hanno appena chiamato dalla strada vuota che, improvvisamente, si riempiva di noi e del nostro gruppo. L'odore di cucinato che solitamente si mescolava a quello tipico delle notti d'estate entrava nelle viscere ed apriva il cuore alla gioia e all'imprevedibilità di quello che sarebbe successo la notte.
    Francesca di Milano... Il mio sogno di quei tempi. Mamma mia... Perchè non c'ho mai provato? Ero così fin dai quei tempi? Mi tenevo la stragrande parte delle cose che provavo dentro, mostrando una vena di follia e di incomprensibile personalità all'esterno? Chi sà se l'ha mai saputo quanto la volevo, ciò che provavo, quanto la adoravo...
    Sandro! Perchè immaginavo di starmene con lui disteso su un prato a guardare le stelle e a parlare di qualcosa che nemmeno io sapevo? E quando Giulia si baciava con Davide? Quante risate ci siamo fatti io e Sandro, chissà se se lo ricorda di come si scherzava così, per fesserie, senza cinismo o far del male...
    Francesca, la mia enemesi, Tommaso vicino di casa di Giacomo...
    Valeria! Adesso ha un figlio Valeria! Come Francesca di Milano...
    Ce ne stavamo quì sotto la strada, sul marciappiede o correndo lungo le strade.
    Tommaso, Valeria, Marco, Sandro, Simone, Francesco, Antonio, Chiara e Francesca di Milano, Giuila, Francesca, Giacomo, Walter, Davide...
    E quando mi è arrivata la Play? Tutti ci abbiamo giocato sotto la mia taverna...
    "Tutti a giocare a nascondino?" poi si faceva la conta per chi doveva chiudere gli occhi...
    Cazzo Davide... Nel 2001 è morto. Già è passato tutto sto tempo? Sei anni a fine giugno... Sei anni, cazzo! Cazzo! Cazzo! Perchè cerco di non pensarci a quanto mi manca?
    Così finirà anche per me? Per tutti...
    Undici, dodici, tredici e quattordici anni... Guardavo sempre, in continuazione, il cielo.
    E' un sentimento, una visione che ho avuto molte volte: mi vedo com'ero in passato, ciò che pensavo e ciò che facevo, ogni parola, ogni gesto, e immagino di abbracciare quel mio ego più piccolo che detiene il tesoro del mio passato.
     
    Qualche giorno fà passavo per il centro di Chieti, lungo una strada: ad un certo punto delle scalette... Un tuffo al cuore. Là ero l'anno scorso di primo mattino! Ero là! Mattino presto, abbracciato a Claudia che andavamo all'università, era inverno, faceva freddo, ma lei mi teneva caldo abbracciandomi e sorridendomi. Poi abbiamo preso l'autobus e siamo andati all'università. Poco più avanti ho riconosciuto il portone dal quale eravami usciti. Era casa di Nicola... Nicola! Che fine ha fatto? Sta ancora all'università? Era fine febbraio mi pare. E poi?
     
    E Alessandra... Chissà dove sei! Che fine hai fatto? E' più di un anno che non la vedo più.
     
    Questi giorni sono perso in fantasie oscure, tra mostri ed aberrazioni che escono fuori dalla mia fantasia mi sento spesso di voler aver paura per sentirmi vivere, un pò come allora, che credevo all'esistenza delle cose inspiegabili e degli esseri vomitati fuori dalle tombe, ma c'è una cosa sola, un solo pensiero che mi martella il pensiero.
    I veri mostri sono gli anni che passano.
    May 05

    Risoluzione drastica

    Prendere vita dal dolore.
    Far soffrire per porsi allo stesso livello di Dio.
    Al contempo essere bestie...

    A Claudio

    Ultimamente sono stato circondato da eventi che hanno radicalmente cambiato la mia vita, e molte certezze sono adate via, sostituite esclusivamente da me stesso, e dai miei istinti. L'unica cosa infatti è stata credere in me stesso.
    Quando poi ti si presenta qualcuno in un determinato momento che ti spiega di essere ancora più potente di ciò che pensavi allora a questo sentimento di autosufficienza ed indipendenza si somma una consapevolezza di gioiosa emancipazione nel sapere che c'è stato chi ha preso le mie mosse per la propria forza.
    La più grande specie di superiorità mia vista l'ho trovata in Claudio, che mi ha commentato un intervento.
    Parlandoci a voce, in seguito, m ha confessato una cosa piuttosto curosa: mentre io avevo scritto una cosa nel pieno della disperazione, lui invece in quella stessa ne aveva visto una via d'uscita, una sorta di nuova vita da applicare e con la quale essere in armonia col mondo.
    Portando questo ragionamento nei suoi estremi, lui ha visto vita dove io avevo visto morte, una forza di cui ero inconsapevole e che avevo appena instillato nella sua persona, e non ne ero minimamente cosciente.
    Forse è predisposto anche lui come me alle tenebre, molto probabilmente abbiamo la stessa attitudine e lo stesso istinto a muoverci all'interno di abissi nei quali molti sarebbero irrimediabilmente perduti.
    Grazie per avermi aperto ulteriormente gli occhi
    May 04

    Passaggio di status

    Il cielo era grigio, preannunciava stranezze già di primo acchitto.
    La lunga strada si volgeva dinnanzi, in una salita poco accentuata, in memoria delle vicende della mia vita.
    Dietro ormai la strada era vuota. Non la vedevo nemmeno, se non in minima parte, poi si tornava al mio percorso, poi si tornava al presente.
    Il cane mi seguiva, era al mio fianco, come un ubriaco si muoveva nella via delimitata da case che percorrevo, e mi seguiva.
    Mi saltò sulle spalle come un bambino, aggrappandosi al collo con le zampe anteriori.
    L'alito mi stava sul collo, ma non lo sentivo nemmeno.
    La ragazza era davanti a me. La infastidivo scherzosamente. I suoi capelli di colore naturale -che cosa rara da trovare in questi tempi!- le accarezzavano la schiena, lei stava allo scherzo.
    Non la conoscevo. Eppure parlavo con lei come se fossimo stati vecchi amici.
    Mi prese la mano, camminammo ancora, sorridendo.
    Il cane scese dalle spalle. Iniziò a mordermi i polsi, e la ragazza scomparve. Sbattuto il cranio del cane contro il muro più volte, questo se ne andò. Lei era lì seduta su una lunga panchina in legno dietro un tavolo, nella piazza di fronte una cattedrale, mentre le nubi stavano per collassare sulla terra.
    Mi sono procurato un posto vicino a lei.
    Abbiamo assaporato la gioia della pioggia, e quella della neve. E la coscienza ha fatto l'amore con la ragione.
    Quegli occhi mi congelavano, proiettandomi in un universo dello spazio e del tempo. Ho trasceso il tempo, ho visto tutte le miserie umane, e quelle del mondo. I suoi occhi avevano visto, vissuto quelle miserie.
    L'ho ringraziata e mi ha mostrato uno specchio: all'interno ho guardato riflesso un Dio.
    Ho preso le mie cose, ho organizzato il grande viaggio.
    Il passato tornò, ma ormai divenni troppo violento, e lo sospinsi in un abisso; trasformai con la mia arte alchemica il fango in oro, poi lo buttai in pasto ai pesci.
    Ho accumulato ogni sorta di pena, di colpa, di ingiustizia, anche se ero rimasto fermo; mi sono ribellato al piacere facendo di esso un giocattolo; ho riportato i regimi ancestrali e messo al bando le prostitute: questo mi ha salvato da molte malattie.
    Ho estrinsecato la mia potenza contro ogni sorta di essere.
    Ho dominato il mondo. Poi l'ho venduto al miglior offerente per pochi spiccioli, con tutti i suoi abitanti, poveri prigionieri di un grigio carcere, condannati alla stessa medesima sorte.
    Già da tempo ormai ho abbandonato la natura umana.
    Ora sto osservando l'universo. A breve arriverò a dominarlo, e porterò su un trono più alto la mia regina.
    Questo non è un progetto, è un dato di fatto.
    L'ambrosia m'inebria e guida i miei passi, come un dolce liquore...