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    June 24

    Ultimo canto di Saffo

    Giacomo Leopardi 

     

    Questa è la poesia che mi segue da una vita, quando ricordo il mio passato e quando guardo al futuro, non riuscirei a dirlo con parole migliori quindi lascio fare a quello che, per me, sarebbe stato un grande amico, a lui che avrebbe compreso in pieno ciò che si sente quando si è condannati al nihil senza poter porre rimedio. Questa poesia è, penso, la migliore mai scritta sull'argomento, rispecchia alla perfezione ciò che sento quando ascolto certi discorsi e, da un paio di giorni, quello che sento quando mi sveglio e quando mi addormento. Ma adesso lascio parlare la leggenda al mio posto, mentre mi inginocchio umilmente dinnanzi al genio di Giacomo Leopardi, ringraziandolo infinitamente per il suo lascito.

     

     

    Placida notte, e verecondo raggio
    Della cadente luna; e tu che spunti
    Fra la tacita selva in su la rupe,
    Nunzio del giorno; oh dilettose e care
    Mentre ignote mi fur l'erinni e il fato,
    Sembianze agli occhi miei; già non arride
    Spettacol molle ai disperati affetti.

    Noi l'insueto allor gaudio ravviva
    Quando per l'etra liquido si volve
    E per li campi trepidanti il flutto
    Polveroso de' Noti, e quando il carro,
    Grave carro di Giove a noi sul capo,
    Tonando, il tenebroso aere divide.

    Noi per le balze e le profonde valli
    Natar giova tra' nembi, e noi la vasta
    Fuga de' greggi sbigottiti, o d'alto
    Fiume alla dubbia sponda
    Il suono e la vittrice ira dell'onda.

    Bello il tuo manto, o divo cielo, e bella
    Sei tu, rorida terra. Ahi di cotesta
    Infinita beltà parte nessuna
    Alla misera Saffo i numi e l'empia
    Sorte non fenno. A' tuoi superbi regni
    Vile, o natura, e grave ospite addetta,
    E dispregiata amante, alle vezzose
    Tue forme il core e le pupille invano
    Supplichevole intendo. A me non ride
    L'aprico margo, e dall'eterea porta
    Il mattutino albor; me non il canto
    De' colorati augelli, e non de' faggi
    Il murmure saluta: e dove all'ombra
    Degl'inchinati salici dispiega
    Candido rivo il puro seno, al mio
    Lubrico piè le flessuose linfe
    Disdegnando sottragge,
    E preme in fuga l'odorate spiagge.

    Qual fallo mai, qual sì nefando eccesso
    Macchiommi anzi il natale, onde sì torvo
    Il ciel mi fosse e di fortuna il volto?
    In che peccai bambina, allor che ignara
    Di misfatto è la vita, onde poi scemo
    Di giovanezza, e disfiorato, al fuso
    Dell'indomita Parca si volvesse
    Il ferrigno mio stame? Incaute voci
    Spande il tuo labbro: i destinati eventi
    Move arcano consiglio. Arcano è tutto,
    Fuor che il nostro dolor. Negletta prole
    Nascemmo al pianto, e la ragione in grembo
    De' celesti si posa. Oh cure, oh speme
    De' più verd'anni! Alle sembianze il Padre,
    Alle amene sembianze eterno regno
    Diè nelle genti; e per virili imprese,
    Per dotta lira o canto,
    Virtù non luce in disadorno ammanto.

    Morremo. Il velo indegno a terra sparto
    Rifuggirà l'ignudo animo a Dite,
    E il crudo fallo emenderà del cieco
    Dispensator de' casi. E tu cui lungo
    Amore indarno, e lunga fede, e vano
    D'implacato desio furor mi strinse,
    Vivi felice, se felice in terra
    Visse nato mortal. Me non asperse
    Del soave licor del doglio avaro
    Giove, poi che perir gl'inganni e il sogno
    Della mia fanciullezza. Ogni più lieto
    Giorno di nostra età primo s'invola.

    Sottentra il morbo, e la vecchiezza, e l'ombra
    Della gelida morte. Ecco di tante
    Sperate palme e dilettosi errori,
    Il Tartaro m'avanza; e il prode ingegno
    Han la tenaria Diva,
    E l'atra notte, e la silente riva.

     

    Placida notte...

    June 23

    Momenti...

    invisibile
     
    Provo a difendermi
    Difendermi da me
    Senza nascondermi
    Difendermi da me
    Non so se riusciro ma sono tutto quel che ho...

    Provo a difendermi
    Ma il vento e troppo forte
    Provo a difendermi
    Rinforzo le mie porte
    Al coperto e tra le mura
    Preparo un'altra serratura

    Difendermi...
    Difendermi...

    Provo a difendermi
    Difendermi da solo
    Io non possiedo armi
    Pero in compenso volo
    Un'ultima stazione
    E la tua benedizione...

    Io volo sopra I campanili e sopra le citta
    Invento nuove forme in cielo
    E all'improvviso contro il sole io andro
    Piano...piano...piano
    Io scomparirò
    Davvero

    Provo a difendermi
    Difendermi da chi
    Inutile suonare
    Non abito piu qui
    Nessun indizio...
    Niente
    Sto diventando trasparente

    Difendermi...
    Difendermi...

    Io volo sopra I campi in fiore e sopra le citta
    Invento nuove forme in cielo
    E all'improvviso contro il sole io andro
    Piano...piano...piano
    Io scomparirò
    Davvero
     
    (Negrita, Provo a Difendermi)
    June 07

    Rimedio futuro...

    Prometto che, semmai dovessi avere un figlio, non farò lo stesso errore di mio padre. Compiuti 12 anni lo porto a puttane. E se gli piace ce lo porto di nuovo quante volte vuole.